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Rieti

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Antica capitale dei Sabini e poi possedimento romano, Reate fu patria di Marco Terenzio Varrone e degli imperatori Flavi. Nel 271 a. C. la zona fu oggetto di lavori di bonifica effettuati deviando le acque del Velino nel fiume Nera e dando origini alle cascate delle Marmore. La città fu devastata dai saraceni nel IX sec. e nel 1149 da Ruggero II di Sicilia; alla fine del XII sec. passò alla Santa Sede e tranne il breve periodo in cui fu sotto il dominio del re di Napoli, rimase alla Chiesa.
Dopo l'annessione all'Italia fece parte dell'Umbria e dal 1923 fa parte della Regione Lazio.

Monumenti
Borgo medievale: e cinta muraria, conserva ancora la cinta muraria duecentesca rinforzata da torrioni, ben conservata e cingono la città; lungo il percorso si aprono cinque porte: Porta d'Arci; Porta Conca che conserva anche la porta in legno cinquecentesca; Porta S. Giovanni murata nel XV sec.; Porta Cintia e Porta Romana. Di epoca romana resta parte del ponte sul Velino.
Palazzo Comunale: sorse nel XIII sec. e rifatto nel XVIII, la facciata collima in un piccolo campanile in stile tardo barocco; sul suo lato si erge una torre di cinque piani rivestita in travertino nel 1940; è sede del Museo Civico nel quale si conservano numerosi reperti archeologici e opere dal medioevo al XIX sec. fra cui alcuni quadri di Antoniazzo Romano.
Cattedrale S. Maria Assunta: del XVII sec. a causa dei radicali cambiamenti ma originaria del 1109. Preceduto da un grandioso campanile romanico; la facciata è collegata al campanile da un grande portico del 1458 dal quale si accede alla Chiesa tramite tre portali.
L'interno a croce latina con tre navate divise da pilastri e con cappelle laterali, è in stile barocco e conserva varie opere d'arte tra cui un affresco di Antoniazzo Romano; nella cappella S. Barbara si trova una cappella della Santa eseguita da Giannantonio Mari su disegno del Bernini.
Nella suggestiva cripta del XII sec. costruita in parte con materiale romano, si dice abbia pregato S. Francesco. Nel Battistero ha sede il Museo del Tesoro del Duomo con oggetti sacri provenienti dalla Cattedrale e da altre Chiese del territorio.
Palazzo della Prefettura: ornato da una loggia cinquecentesca.
Palazzo Vescovile: iniziato nel 1283, ha sulla facciata due ampi archi che sostengono un'artistica loggia, mentre l'interno è occupato dalle volte del Vescovado, grandioso portico a due navate con archi gotici. Accanto si trova una fontana ricavata da un sarcofago romano. Dal palazzo si distacca l'arco del vescovo imponente cavalcavia con due volte a crociera voluto da Bonifacio VIII, che lo fece erigere nel 1298 dopo aver assistito ad un terremoto che colpì la città.
Palazzo Vincentini: cinquecentesco.
Chiesa S. Domenico: del XIII sec., esternamente la struttura è semplice; la facciata è formata da quattro blocchi di travertino, nella principale si apre il portone in legno sormontato da un arco a tutto sesto e da un timpano, ai lati due finestre.
L'interno a navata unica, le pareti mostrano punti di affeschi attribuiti a Liberato da Rieti e risalenti al 1441. Il convento di S. Domenico dal 1862 fa parte della caserma AttilioVerdirosi e non è visitabile. Si sviluppa intorno al chiostro della Beata Colomba, sistemato con giardino all'Italiana al centro del quale si trova un pozzo e circondato al piano terra da un portico, le cui pareti sono decorate con lunette che rappresentano storie della vita della Beata Colomba da Rieti.
Chiesa S. Agostino: eretta nel XII sec. e rimaneggiata nel XVIII, presenta sulla semplice facciata un bel portale, coronato da un timpano angolare e da lunetta con affresco; l'interno a croce latina con tetto a capriate, conserva pitture del XV – XVII sec.
Chiesa S. Francesco: romanica del 1245; la facciata in pietra stile romanico è di forma rettangolare, ai lati due pilastri e termina con un attico leggermente sporgente; l'ingresso ha unico portale con una strombatura fatta da tre ordini di colonnine, al di sopra sono presenti cinque archi a tutto sesto, che delimitano una lunetta con un affresco del XIV sec., raffigurante la Madonna in maestà e Santi dell'Ordine Agostiniano; gli archi sono sovrapposti da un timpano in cui è inscritto un bassorilievo raffigurante: l'Agnus Dei. Il rosone non originale al posto di un finestrone.
L'interno a navata unica è sormontato da capriate in legno e termina in tre absidi sulle quali si aprono una finestra trifora e due bifore. Le vetrate dell'abside sono del XX sec. Le pareti sono affrescate da autori anonimi succedutesi nei secc. XIV – XVI; diverse opere arricchiscono inoltre la Chiesa: Tela ad olio – fuga in Egitto anonimo del XVII sec.; monumento funebre del poeta Reatino Angelo Maria Ricci, opera di Giuseppe De Fabris; epigrafe del Cavaliere Valentino Fabri; un Crocifisso policromo in legno del XIV sec. opera anonimo ebanista che proviene dalla Chiesa di S. David antico Orfanotrofio femminile; statua della Madonna della Cintola; estasi di S. Rita da Cascia del 1643 opera di Lattanzio Niccoli; strage degli innocenti del 1612 di Ludovico Carosi.
Il grande affresco di Liberato di Benedetto, raffigurante una Crocifissione del 1430; il coro ligneo in noce di recente fattura, quello antico fu distrutto dalla caduta della capriate nel terremoto del 1898. Inoltre, custodisce altree opere d'arte, tra cui la trecentesca cappella della natività e affreschi del Torresani; adiacente sono anche il chiostro barocco, dipinto del Manenti e l'oratorio di S. Bernardino con decorazioni di G. F. Enrichi.
Convento e chiostro: fu la prima sede del Museo Civico di Rieti e della biblioteca Comunale Paroniana e dal 1998 è nell'ex monastero di S. Lucia. Il Museo è nel Palazzo Comunale dal 1909. Il chiostro è spesso utilizzato per mostre ed esposizioni.
Chiesa S. Lucia: XIII sec. con facciata semplice; l'interno ha due altari laterali, quello di sinistra ospita un dipinto del 1655 raffigurante S. Lorenzo che prega dinnanzi alla Vergine e a S. Anna opera di Ciro Ferri. L'altare maggiore è ornato con marmi policromi ed ospita un ciborio in marmo con una porticina a metallo sbalzato, che rappresenta Gesù che sostiene la Croce al braccio destro e una tela dell'ascensione di scuola Veneta antecedente al 1605; sopra di esso la decorazione in stucco di Antonio Maria Ravazzani che rappresenta una gloria del 1688.
La Chiesa ospita due statue in marmo giallastro rappresentanti S. Francesco con la Croce in mano e S. Chiara col Sacramento del 1690, poste in due nicchie di marmo, che secondo alcuni sarebbero opera del Bernini il quale le avrebbe lasciate in dote a tre sue nipote monache nel monastero: Maria Angelica, Anna Maria e Lorenza Salvietti.
La cupola rotonda a catino con occhio circolare e lanternino a cilindro risale al 1682; il soffitto ligneo a riquadri risale al 1653; agli incroci dei riquadri è decorato con Croci e stelle, nell'ovale centrale è raffigurata l'Assunzione della Vergine tra gli Angeli e agli estremi si trova lo stemma della famiglia Vecchiarelli che finanziò la realizzazione.
Le campane sono tre: di 3100 libbre la maggiore e risale al 1292, venne trasportata dall'antica Chiesa di Voto dei Santi; la media è del 1672 e venne fusa a spese di Giuseppe Salvietti di Poggio Mirteto; la minore risale al 1606 e fu realizzata per conto di Chelidonia Vecchiarelli. La Chiesa negli ultimi anni è Parrocchia della Diocesi Ortodossa Romena in Italia.
Oratorio S. Pietro martire: che ospita un affresco di grande valore artistico, raffigurante il giudizio universale, opera del pittore Veronese Bartolomeo Torresani e del fratello Lorenzo del 1552, anche l'oratorio insieme al convento e chiostro fa parte della caserma Attilio Verdirosi (sede della scuola interforze per la difesa nucleare biologica e chimica del Ministero della difesa) ed è utilizzata come cappella militare.
Chiesa S. Rufo: del 1748 si trova nella piazza omonima nella quale secondo la tradizione è collocato il centro d'Italia (Umbilicus Italiae); nella facciata si apre un portale rettangolare privo di elementi particolari, stretto da due lesene ai fianchi e da un timpano in alto, sollevato da terra da cinque scalini.
L'interno a navata unica decorata da stucchi e particolari in legno, ospita i dipinti: l'estasi di S. Camillo de Lellis di Pierre Subleyras e l'Angelo custode di Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino.
Chiesa S. Scolastica: del 1696 è sconsacrata e custodisce al suo interno l'Auditorium Varrone.
Chiesa S. Pietro martire: del 1266 con facciata in conci di travertino delimitata da due lesene e portale del 1546 che presenta sei colonnine in pietra, poggiate su di uno scudo che raffigura un busto di S. Pietro e che sostengono un architrave.
Al suo interno il ricco soffitto ligneo a cassettoni intarsiati del 1628 opera dell'ebanista Andrea Masini, mentre le decorazioni risalgono al 1653 opera di Ludovico Gonetti. Al centro del soffitto i simboli delle tre confraternite che hanno abitato la Chiesa (S. Pietro Martire, Beata Colomba, Buona Morte).
Sull'altare maggiore la tela di Vincenzo Manenti che raffigura il Martirio di S. Pietro da Verona; ai lati altre due torri del Manenti del 1569 raffigurante: S. Filippo Neri e la Beata Colomba; un'altra tela raffigura S. Agata sita all'interno della Chiesa.
In sagrestia un dipinto datato 1636 del pittore Reatino Salvatore Tarchi, che raffigura la Beata Colomba mentre intercede verso Gesù e la Madonna in occasione della peste del 1657.
Palazzo Dosi Delfini: ospita l'Intesa S. Paolo e la sede della Sabina Universitas; la facciata in bugnato di pietra calcarea, elementi barocchi e neoclassici, all'interno un cortile ellittico e nel palazzo una statua in bronzo di S. Barbara.
Palazzo Vincentini: del cinquecento, stile rinascimentale è sede della Prefettura, ristrutturato nella forma attuale nel 1589, la splendida loggia affaccia sul giardino all'Italiana dal quale si gode una visuale panoramica della città.
Palazzo Potenziani Fabri: del XIII sec. all'interno ospita una serie di affreschi, oggi appartiene alla fondazione Varrone che vi ha collocata la sua sede.
Palazzo Vincenti Mareri: XIX sec. il suo attuale aspetto neoclassico è dovuto a Giuseppe Valadier; due portali in bugnato danno accesso alla corte interna dove si trova un giardino all'Italiana con una statua in terracotta di Cerere, copia di un originale romano.
Palazzo Vecchiarelli: con imponente portale e elegante facciata rinascimentale, realizzato nel XVI sec. su progetto di Carlo Maderno.
Teatro Flavio Vespasiano: dove annualmente si svolge un intensa attività teatrale, eretto nell'ottocento a tutt'oggi, l'acustica del teatro viene considerata come la migliore d'Italia e una delle migliori al mondo.
Palazzo Secenari: XIV sec. si distingue per una bifora quattrocentesca.
Palazzo Ricci: ospita gli Uffici dell'Amministrazione Comunale; il palazzo era sede di una notevole collezione di opere pittoriche del seicento, il cui fiore all'occhiello era costituito dal gesso originale della “EBE“ di Antonio Canova, attualmente conservata presso il Museo Civico di Rieti.
Ponte Romano: del III sec. a. C. demolito nel 1932 per i ripetuti danni causati dalle piene del fiume.
Rieti sotterranea: un percorso nelle cantine di alcuni palazzi dove si possono osservare i resti dell'antica via Salaria, risalenti al III sec. a. C., la struttura è inglobata nei sotterranei di alcune nobili dimore Reatine; formata da grandiosi fornici costruiti con enormi blocchi squadrati di travertino caverno, a sostegno del piano stradale. La consolare salaria dopo aver superato il fiume Velino, attraverso il solido ponte di pietra, dove sono ancora visibili i profondi solchi lasciati dalle ruote dei carri utilizzati per il trasporto del sale, raggiungeva il foro.

Aree Naturali
Terminillo: con attrazioni per gli amanti dello sci in inverno e in estate si presta a escursioni lungo percorsi segnalati dal CAI.
Riserva parziale naturale dei laghi: Lungo e Ripasottile di 3000 ettari.
Cammino di S. Francesco: un percorso di 80 km. Diviso in otto tappe per permettere di raggiungere i quattro Santuari Francescani. A coloro che si sottopongono al viaggio viene rilasciato un attestato chiamato “ passaporto” che documenta l'effettivo compimento del percorso; per permettere ai viaggiatori di orientarsi, lungo il percorso delle strade interessate, sono dislocati cartelli in legno e alluminio, nonché segnali in vernice gialla sulla pavimentazione stradale.

Escursioni
Fonte Cottorella: (2 km) è una stazione termale con sorgenti di acqua minerale usata per la cura della gotta, delle malattie epatiche e renali.
Convento di Fonte Colombo: (6 km) è immerso in un bosco suggestivo ed è uno dei luoghiin cui S. Francesco soggiornò durante gli anni trascorsi nella conca Reatina.
Sono da visitare: la Chiesa quattrocentesca di S. Francesco e S. Bernardino, il Romitorio del XIII sec., il convento S. Bernardino con piccolo Museo, la cappella di S. Maria o della Maddalena, la cappella di S. Michele, la grotta di frate Leone e la fonte delle colombe.
Convento La Foresta: (5 km) si trova alle pendici boscose dei monti Reatini e sorse nel 1225. E' visibile la Chiesa di S. Fabiano inserita nel suggestivo edificio seicentesco, dove un affresco illustra il miracolo dell'uva compiuto da S. Francesco, che ospite del prete che custodiva la Chiesina di S. Fabiano, il Santo fece si che da un misero raccolto d'uva il prete potesse ricavarne una notevole quantità di vino. Accanto vi è il chiostrino quattrocentesco e la grotta di S. Francesco.
Poggio Bustone: (19 km) sorto nel XII sec. il paese conserva una torre pentagonale e la gotica porta del buongiorno. Alle pendici del Monte Rosato s'incontra il duecentesco convento di S. Giacomo con la Chiesa del XV sec., interno gotico e chiostro.
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