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Cittaducale

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La cittadina fu fondata da Carlo II d'Angiò nel XIV sec. e prese il nome di suo figlio Roberto duca di Calabria. Appartenne in seguito a Ludovico principe di Taranto e alla fine del XIV sec. fu in lotta con Rieti. Intorno al XVI sec. venne concessa in feudo dall'imperatore Carlo V alla figlia naturale Margherita d'Asburgo in occasione delle sue nozze con il duca Ottavio Farnese; in seguito tornò sotto il diretto controllo del Regno di Napoli fino al 1860. Nonostante i terremoti, mantiene ancora il suo aspetto medievale e rinascimentale con resti di antiche mura e torri.
Fino al 1927 faceva parte della provincia dell'Aquila e dal 1308 anno della sua fondazione al 1861, per oltre cinquecento anni è stato parte integrante prima del Giustizierato Abruzzo Ulteriore poi della provincia Abruzzo Ulteriore II nel Distretto di Cittaducale con capoluogo L'Aquila. Cittaducale è sede della storica Scuola del Corpo Forestale dello Stato.

Monumenti
Borgo medievale: la cittadina conserva intatto il suo carattere urbanistico medievale con pianta ellittica, modellata su quella del tradizionale Castrum Romanum, con strade perpendicolari che s'incrociano. A causa del disastroso terremoto del 1703, la maggior parte degli edifici medievali hanno perso l'aspetto originario, mentre sono ben conservati alcuni tratti della cinta muraria con le caratteristiche torri difensive in particolare quella a guardia dell'accesso principale denominata torre Angioina o Cassero S. Manno, dalla curiosa forma: quadrangolare verso la città e cilindrica verso la campagna.
Percorrendo il corso Mazzini, che attraversa il centro storico del paese, si incontrano interessanti edifici del XV – XVIII sec., decorati all'esterno da un ornato a punta di diamante.
Chiesa S. Vittorino: del 1613 nei pressi del centro termale di Cotilia, dopo la costruzione sprofondò a causa di fenomeni carsici; attualmente una sorgente scaturisce direttamente dal pavimento della Chiesa ed alimenta un ruscello che fuoriesce dai resti del portale.
Chiesa S. Agostino: la Chiesa mancante della facciata presenta un bellissimo portale gotico, un abside poligonale e un robusto campanile; l'interno a navata unica conserva ricchi altari.
Chiesa S. Maria del popolo: presenta una facciata tardo romanica rimaneggiata nel 1965 e un bel campanile romanico a tre piani; l'interno a tre navate vi sono il presbiterio gotico e una vasca battesimale del quattrocento.

Escursioni
Terme di Cotilia: (3 km) vi sorgeva una città preromana ritenuta sacra; Varrone definì Cotilia: “l'ombelico d'Italia” per la sua posizione geografica e per l'efficacia delle sue acque. I romani vi costruirono terme imponenti di cui sono visibili i ruderi e gli imperatori Tito e Vespasiano vi eressero le loro ville; Tito vi morì.
Cotilia ha due fonti: i vecchi e i nuovi bagni, più o meno simili nella composizione chimica delle acque, che danno vita a due piccoli laghi dai quali si estrae il fango per uso termale. Il luogo è ricco di sorgenti una di essa è quella del Peschiera che alimenta Roma.
Le acque vengono utilizzate attraverso bagni, fanghi, idromassaggi, inalazioni, irrigazione, nella cura dell'artrosi, delle malattie dermatologiche e respiratorie, nei disturbi ginecologici. La cura idropinica per bevande è utile nei casi di disturbi dell'apparato digerente.
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