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Sora

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Antica città dei Volsci poi romana, fu conquistata dai Sanniti e ripresa da Roma alla quale non voleva sottomettersi. Saccheggiata dai saraceni nel X sec. divenne contea autonoma nel 970 e quindi possedimento normanno. Agli inizi del 1200 Federico II la donò alla Chiesa ma qualche anno dopo la riprese e la distrusse.
Fu feudo dei Tomacelli, dei Cantelmo, dei Della Rovere, dei Boncompagni; alla fine del XVIII sec. subì il saccheggio dei Francesi e dei borbonici, fu preda delle imprese delittuose di Gaetano Mammone, Sanfedista e di Michele Pezza il tristemente famoso: Fra diavolo.
Abbazia S. Domenico: fondato nel 1011 da S. Domenico Abate sulle rovine della villa natale di Marco Tullio Cicerone e nel 1036 alcuni sacerdoti sotto la guida del secondo Abate, fondarono l'Abbazia di Casamari. Nel 1222 per volontà di papa Onorio e Federico II di Svevia fu unita giuridicamente all'Abbazia di Casamari, ma nel 1229 fu colpita dalle truppe saracene inviate da Federico II poiché Sora si era schierata dalla parte del papato.
Nel 1653 papa Innocenzo III la chiuse per mancanza di monaci e solo nel 1717 il Cardinale Annibale Albani che ne era commendatario, la fece riaprire anche se con un solo frate della comunità di Casamari. In tutto questo susseguirsi di eventi la devozione a S. Domenico era rimasta inalterata e nel 1833 l'Abate Sergio Micara commendatario di Casamari vi insediò una vera comunità ristabilendo la vita monastica.
L'ordine cistercense nasce nel 1098 il 21 marzo, quando 21 monaci lasciarono il monastero Benedettino di Molesme (comune Francese della cote dor regione Borgogna) per fondare un nuovo monastero.
Duomo: costruito nel X sec. sulle rovine di un Tempio romano (visibili dentro e fuori la Chiesa) e vi si conservano tuttora tratti dell'antica pavimentazione romana. La Chiesa subì la sorte del paese: distrutta e riedificata più volte; restaurata nel XVII sec., danneggiata da un incendio nel 1916, fu riportata al suo aspetto originario.
Si eleva su di un'alta scalinata tra una torre cilindrica e un campanile romanico, romanico è anche il portale arricchito da decorazioni precedenti. Al suo interno conserva un pregevole trittico su tavola del XV sec.
Chiesa di Valfrancesca: eretta nel 1679 dai padri gesuiti distrutta dal terremoto del 1915, ricostruita e inaugurata nel 1932; sull'altare maggiore ancora oggi si venera l'antica immagine della Madonna “Grande” che una possibile datazione la troviamo sul retro del suo capo: 1680 autore Filippo Regoli.
Castello sei Santi Casto e Cassio: collocato sulla vetta piramidale naturale del monte S. Casto che domina la città. Dell'antico castello dei Volsci si conservano le massicce mura perimetrali e alcuni torrioni romani e medievali oltre a molti ruderi accatastati dopo la rivoluzione napoletana del 1799.
Dapprima dominio Volsco, poi Romano, Longobardo, papale, borbonico, durante il periodo ducale vide le schiere armate dei Cantelmi, dei Della Rovere, dei Boncompagni contro i conquistatori stranieri. Il 3 aprile di ogni anno vi si tiene la manifestazione sportiva S. Casto Bike (gara ciclistica aperta agli amanti della mountain bike).
Religione: il primo documento ufficiale che attesta Sora come diocesi costituita risale al 496, ma testimonianze storiche confermano una stabile presenza apostolica dal II sec.

Escursioni
Cascate del Liri: e isola del Liri, (7 km) poco dopo l'ingresso del paese si può ammirare la turbinosa cascata Valcatoio.
Castello Boncompagni (attualmente Viscogliosi) palazzo storico fortificato a ridosso del centro storico, dove il fiume Liri si bifolca in due bracci per formare un'isola e due cascate alte 30 metri. “ è MONUMENTO NAZIONALE”. La prima menzione risale al 1100 in una bolla pontificia di papa Pasquale II al vescovo Goffredo, in cui cita un castellum insulae.
Nel XVII sec. Costanza Sforza trasformò la struttura militare in un palazzo signorile, con affreschi di ispirazione biblica, bassorilievi dei comuni appartenenti al ducato di Sora e curando la realizzazione del parco.
Villa Nota – Pisani: detta anche villa Lefebvre, nome della famiglia che la edificò e vi abitò fino al novecento; in stile eclettico e circondata da un grande parco con piante d'alto fusto che si estende per un ettaro. Gli interni sono affrescati da Trompe l'oeil e decorati con papier paint. Nella villa fu ospitato il re Ferdinando II di Borbone.
A qualche km fuori dall'abitato scroscia la cascata dell'Anitrella.
Campoli Appennino: (9 km) è un bel paesino disposto a semicerchio ai margini di una grande dolina detta il tomolo: Alla sommità si erge una torre medievale con un leone rampante scolpito nella prima finestra in basso; (un simile leone si vede anche nella Chiesa Parrocchiale nell'antica cappella dei Conflitti); la base è tronco conica e misura 12 metri per lato, le pareti di spessore considerevole e una scala a chiocciola giunge fino a tre quarti della torre. La parte superiore presumibilmente si raggiungeva con una scala in legno, di cui non vi sono tracce. Nel primo piano si trova la prigione e il trabocchetto. Davanti alla torre si erge la Chiesa di S. Salvatore eretta nel 1664.
Chiesa S. Andrea: di impianto medievale di gusto barocco, ristrutturata nel XVII sec.
Chiesa S. Pancrazio martire eretta nel 1594.
Torre medievale alta 25 metri è la principale attrazione del paese con la cinta muraria.

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Parco Nazionale d'Abruzzo – Lazio – Molise.
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