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Collina

Barga

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Reperti archeologici documentano che il territorio era abitato fin dalla preistoria; in età storica vi risiedevano i Liguri assoggettati dai romani nel II sec. A. C. Nel sec. X era feudo dei Rolandinghi e nel 1300 dopo la morte di Castruccio Castracani si sottomise a Firenze, seguendone le sorti fino al 1847. Fa parte dei “BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA”.

Monumenti
Duomo: dedicato a S. Cristoforo risale prima dell'anno mille; la facciata si presenta realizzata con bozze di pietra detta Alberese di Barga. La porta maggiore è sovrastata da un arco scolpito a foglie di acanto, con un architrave a bassorilievo raffigurante una scena della vendemmia. La porta è fiancheggiata da due colonne alla cui sommità sono posti due leoni, che simboleggiano: la forza e la fede, mentre la porta laterale è sovrastata da un bassorilievo attribuito al Biduino sec. XII, con l'opera che raffigura il miracolo dello “Scifo d'oro” (brocca d'oro) di S. Nicola.
Il campanile ospita tre campane, la piccola ha un diametro di cm. 103 per un peso di kg. 680 del 1580; la mezzana con diametro di cm. 112 per un peso di kg. 850 del 1812; la grande di un diametro di cm. 116 per un peso di kg. 980 del 1737. I rintocchi delle campane ispirarono il poeta Giovanni Pascoli che compose la poesia: “L'ora di Barga”.
L'interno a tre navate e presenta uno sbarramento marmoreo formato da lastre in marmo rosso riquadrate da marmo bianco decorato, al quale si appoggia il pulpito marmoreo attribuito alla scuola di Guido Bigarelli da Como risalente al XIII sec. Il pulpito è sorretto da quattro colonne, due delle quali poggiano su due leoni i quali sovrastano: l'uno un drago, l'altro un uomo. Le colonne posteriori poggiano: l'una sul pavimento e l'altra sulla schiena di un vecchio curvo.
Nell'abside alle spalle dell'altare maggiore entro una nicchia, è collocata la statua lignea policroma di S. Cristoforo del sec. X; nella cappella del SS. Sacramento a destra della navata centrale, è posta una pala in terracotta raffigurante la Vergine e S. Rocco del XVI sec.; alle pareti laterali vi è il ciborio degli Olii Santi terracotta invetriata, attribuito ad Andrea Della Robbia e una Madonna col Bambino.
Nella cappella della Madonna a sinistra della navata centrale, sopra l'altare seicentesco vi è una tavola del trecento, che rappresenta la Madonna del Molino inserita in un quadro del XVI sec.; alla parete destra vi è posto un Crocifisso di scuola bolognese del sec. XV.
Chiesa di S. Francesco: risale al quattrocento e al suo interno vi sono otto opere riconducibili ad Andrea Della Robbia e dei suoi figli; una pala raffigura l'Assunzione di Maria e due statue di S. Andrea e S. Antonio del 1490; la pala raffigurante la natività risale al 1500 mentre del 1515 è la pala di S. Francesco che riceve le stimmate. All'ingresso del complesso vi è un chiostro quattrocentesco che delimita l'entrata della Chiesa.
Chiesa del SS. Crocifisso: assieme al convento è la più antica dopo il Duomo; la facciata attuale risale al sec. XVI, ai lati del portale vi sono due statue di marmo raffiguranti S. Giovanni e una figura femminile. All'interno un coro ligneo del seicento delimita l'area presbiteriale; alla stessa epoca risale l'altare maggiore in legno intagliato e dorato opera di Francesco Santini.
Chiesa della SS. Annunziata: eretta nel 1595 per custodirvi due statue lignee raffigurante l'Annunciata e l'Angelo Annunciante del trecento. All'esterno due coppie di paraste sorreggono l'architrave con timpano triangolare; nella lunetta sopra il portale è dipinta un'Annunciazione.
L'interno a croce latina con cappelle laterali, due grandi pitture murali ottocentesche raffigurano lo sposalizio della Vergine e la presentazione di Gesù al Tempio del Giammattei di Lucca, autore anche della decorazione della cupola. Nel primo altare destro vi è la Madonna col Bambino e i Santi Antonio Abate, Francesco e un altro Santo pellegrino opera del pittore Baccio Ciarpi del seicento.
Conservatorio di S. Elisabetta: fu antico convento delle Clarisse, fondato dal Beato Michele da Barga nel 1456. Nel sec. XVIII fu adibito ad educandato femminile e prese il nome di Conservatorio; attualmente è adibito in parte, a casa di riposo per anziani, annessa al complesso sorge l'omonima Chiesa.
Pieve di S. Maria: sita nella frazione di Loppia del comune di Barga, è nota sin dal 845, edificio a tre navate con transetto sporgente e abside semicircolare; la facciata è ritmata da una serie di arcate cieche che vengono riproposte anche nella testata absidale. Sul lato sinistro si erge il campanile quattrocentesco a tre piani sovrapposto di bifore. Oltre all'altare dorato e scolpito del sec. XVII la Chiesa conserva tele del seicento.
Arringo e palazzo del podestà: l'Arringo è il vasto prato fra il Duomo e il palazzo Pretorio dove il popolo si riuniva a parlamento; da ogni lato del piazzale si può osservare il magnifico panorama che circonda la città di Barga, costituito dai monti del Pizzorne, dalle Alpi Apuane e dagli Appennini.
La Loggia del Podestà risale al sec. XIV e al suo interno si trovano la sala delle udienze e al di sotto le vecchie prigioni; sul muro esterno sono visibili le unità di misura di quei tempi: lo staio; il mezzo staio; il braccio barghigiano. E' sede del museo civico e vi sono conservati reperti di notevole importanza che permettono di ricostruire la storia del territorio barghigiano.
Casa Pascoli: ubicata nella frazione di Castelvecchio del comune di Barga; risale al seicento come villa di campagna, fu abitata da Giovanni Pascoli dal 1895 al 1912; l'edificio conserva la struttura, gli arredi, la disposizione degli spazi che aveva al momento della morte del poeta. Vi sono conservati i suoi libri e i suoi manoscritti. Annessa alla villa sorge la cappella dove il Pascoli è sepolto.
Teatro dei differenti: costituitisi il 23 aprile 1688 per svolgervi attività recitativa, l'inaugurazione del teatro avvenne il 25 luglio 1795 e fu in questo teatro che Giovanni Pascoli nel pomeriggio del 26 novembre 1911 pronunciò l'orazione “la grande proletaria s'è mossa” a sostegno della guerra di Libia.
Palazzo Balduini: eretto nel sec. XVI dall'Architetto Bartolomeo Ammannati commissionato dai Balduini, sulla porta centrale della facciata si trova in alto lo stemma dei Medici arricchito dalla corona granducale; nello spigolo sinistro della facciata si trova lo stemma della famiglia Balduini unito a quello della casata di papa Giulio III. All'interno il cortile d'onore è in stile rinascimentale.
Palazzo Pancrazi: si presenta in stile rinascimentale e ornato di pietra serena lavorata a punta di diamante, è sede comunale. Nell'adiacente piazza s'innalza la colonna Medicea eretta dai Barghigiani in onore di Cosimo I nel 1548; sul lato sinistro della piazza si trova la loggia dei mercanti, adibita un tempo a mercato settimanale istituito nel 1547.
Palazzo Angeli: sito nell'omonima piazza dedicata all'umanista Pietro Angeli (1517 – 1596), il busto marmoreo dell'illustre personaggio è posto sulla facciata del palazzo, che nonostante abbia subito diversi rifacimenti conserva le caratteristiche dei palazzi cinquecenteschi.
Palazzo Nordini: del sec. XVIII è sede di uno dei più grandi archivi risorgimentali Italiani, qui nacque nel 1819 il Garibaldino Antonio Nordini, che fu senatore e ministro dei lavori pubblici.
Palazzo Bertacchi-Cordati: eretto sulle rovine di un'antica torre; conserva all'interno strutture ed elementi originali di notevole interesse, ospitò i granduchi di Toscana durante le visite a Barga. E' sede della mostra permanente delle opere del pittore Bruno Cordati.
Castello: si erge su di uno sperone roccioso ad un'altitudine di 410 metri s.l.m., l'attuale struttura urbanistica del castello ha l'assetto tipico del borgo medievale, protetto da una cinta muraria e accessibile da tre porte: Porta Manciana o porta reale in omaggio al granduca di Toscana Leopoldo di Lorena, che nel 1787 fece visita a Barga; Porta di Borgo che fu demolita nel 1833 e Porta Macchiaia verso le macchie appenniniche.
Piazzale del Fosso: portava il nome di re Vittorio Emanuele II e dal secondo dopoguerra è stato ripristinato il nome del Fosso, in ricordo del fossato che correva lungo le mura esterne del castello ricoperto nel 1834. Sull'antico bastione si trova il monumento in bronzo dedicato ad Antonio Nardini ad opera dello scultore Raffaello Romanelli.

Escursioni
Coreglia Antelminelli: (a 14 km.) è una suggestiva località di soggiorno dominata in alto dalla Chiesa di S. Michele risalente al duecento, dotata di un robusto campanile e sul prospetto un S. Michele attribuito a Matteo Civitali. L'interno custodisce una statua di S. Michele accanto all'ingresso; una trecentesca Annunciazione in fondo a destra; nella casa parrocchiale una Croce uno splendido lavoro di cesello sec. XV.
Chiesa di S. Martino: risale al sec. IX e vi si sono succedute tre fasi di costruzione: alla prima risale il fianco sinistro, la testata absidale della navatella di sinistra; alla seconda: l'abside con monofore, la testata absidale della navatella di destra, i sostegni con i capitelli, le arcate con il paramento murario; alla terza il fianco destro. Il campanile risale al 1847 sostituendo quello trecentesco.
L'interno a tre navate è ancora leggibile l'impianto antico del cinquecento, con la decorazione ad affresco del catino absidale raffigurante l'Assunzione della Vergine.
Palazzo Rossi: ospita il museo civico della figurina di gesso e dell'emigrazione. Espone 1300 esemplari in gesso che per le loro raffigurazioni, per la loro colorazione e forma, soprattutto per il modo con cui sono state realizzate, rappresentano l'evoluzione tecnica di questo artigianato dal 1600 ai nostri giorni.
Grotta del vento: (a 17 km.) si trova sopra Fornovolasco ed è una caverna sotterranea che si estende per oltre un km., con numerose gallerie irte di stalattiti.
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