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Lucca

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Fu un insediamento dei Liguri poi colonia romana nel 180 a. C. e municipio 89 a. C. Nel 570 fu capoluogo della Tuscia e nel periodo carolingio fu eletta capitale del marchesato di Toscana. Durante le lotte per l'investitura parteggiò per l'imperatore ottenendo numerosi privilegi e autonomia comunale nel 1119 godendo un periodo di grande splendore. Fu più volte in guerra contro Pisa e subì varie signorie che condussero infine la città sotto il potere pisano.
Nel 1369 riconquistò la libertà divenendo una repubblica che durò fino a quando Napoleone la diede in principato alla sorella Elisa Maciocchi. Passò poi a Maria Luigia dei Borbone di Parma come ducato e infine fu riunita alla Toscana sotto Leopoldo II di Lorena nel 1847. Con il plebiscito del 15 marzo 1860 si unì al Regno d'Italia.


I Itinerario

Duomo: forse fondata da S. Frediano nel sec. VI, la Chiesa fu riedificata XI e XIII sec., in onore di S. Martino con nuovi interventi nelle parti laterali durante il trecento. La facciata romanica si presenta quasi schiacciata dal robusto campanile che si erge sul lato destro, ornato da archetti, monofore, bifore, trifore e quadrifore con merlatura ghibellina alla sommità.
Il profondo portico sostiene con forti arcate un triplice ordine di loggette policrome ad opera di Guidetto da Como. Il portico ha sul fondo un rivestimento a bande marmoree e decorazioni plastiche dovute a un anonimo scultore e ai suoi aiuti: tra questi vi era Guido Bigarelli da Como. Tra le arcate si aprono tre portali: nella lunetta del portale a sinistra vi è raffigurata un'incisiva deposizione di Nicola Pisano mentre nell'architrave: l'Annunciazione, la natività e l'adorazione dei magi.
Il portale centrale è affiancato da bassorilievi che ritraggono episodi della vita di S. Martino e sotto a questi raffigurazioni dei mesi dell'anno. Pregevole è la decapitazione di S. Regolo nella lunetta del portale destro, ad opera di anonimo scultore Lombardo. Interessanti sono le strutture laterali gotiche, sostenute da contrafforti dove le arcate sono ornate da teste umane; l'architrave della porta è ornato da un rilievo della scuola di Jacopo della Quercia, raffigurante la Pietà e Santi mentre nella lunetta, si nota una Madonna col Bambino del sec. XVIII.
L'interno gotico tripartito risale al sec. XIV con il transetto a due navate e l'abside semi circolare. Le alte arcate della navata centrale sorreggono i matronei illuminati da trifore, pregevoli sono le volte policrome su fondo azzurro; sulla destra della contro facciata si nota S. Martino che divide il mantello col povero, interessante gruppo scultoreo duecentesco; della scuola di Matteo Civitali sono le decorazioni marmoree pavimentali in cui spicca il Giudizio di Salomone al centro della navata. Ancora del Civitali è anche il pulpito.
Tra le opere della navata destra prevalentemente del sec. XVI spicca al terzo altare: l'ultima cena del Tintoretto. Nella sagrestia si conserva una notevole Madonna col Bambino e Santi di Domenico Ghirlandaio sull'altare e altri dipinti della sua scuola. Le tombe di Pietro da Noceto e di Domenico Bertini del Cividali sono collocate nel transetto destro, del quale sono anche i due Angeli nella cappella del Sacramento e l'altare di S. Regolo.
Il presbiterio delimitato da parapetti in marmo che sono stati realizzati con parti del coro, prende luce dalle vetrate di Pandolfo di Ugolino del XV sec. Orna il transetto sinistro: la statua di S. Giovanni Evangelista opera di Jacopo della Quercia; Madonna col Bambino e Santi di Fra Bartolomeo; tomba di Ilaria del Carretto moglie di Paolo Guinigi signore di Lucca, una mirabile opera di Jacopo della Quercia del 1408. Il Tempietto del Volto Santo del quattrocento a pianta ottagonale e che conserva un famoso Crocifisso (il volto Santo) risalente a poco dopo il mille situato nella navata sinistra è del Cividali.
Presso l'Amministrazione dell'Opera del Duomo si custodiscono preziosi oggetti del tesoro: un pastorale del trecento in argento dorato, le legature in argento sbalzato di Baldassarre Morovella del sec. XVI, codici miniati e reliquari.
Oratorio di S. Maria della Rosa: risalente al trecento in forme gotico pisane profilato da arcate e aperto da polifore. La porta d'ingresso alla Chiesa è opera di Matteo Cividali, al suo interno sopra il portale e sul lato sinistro, sono incorporati frammenti della cinta muraria romana; la Madonna della Rosa velata all'altare maggiore è del XIV sec.
Questa Chiesa fu frequentata assiduamente negli ultimi anni della sua vita terrena da S. Gemma Galgani, dal 1900 al 1903 che fu l'anno in cui morì 11 di aprile, era il sabato Santo e malata di tubercolosi. In questa Chiesa la Santa viene ricordata ogni anno nell'anniversario della sua morte. E' possibile pregare vicino allo scranno originale dove S. Gemma usava racchiudersi in preghiera durante la frequentazione della Chiesa.
Gemma Galgani nasce il 12 marzo 1878 muore 11 aprile 1903 – Mistica Italiana – le sue spoglie riposano nel monastero delle suore Passionisti di Lucca e il suo corpo è rivestito dell'abito dei Passionisti, Ordine in cui Ella avrebbe voluto entrare.
Palazzo Micheletti: eretto dall'Ammannati nel cinquecento, presenta un muro balaustrato che racchiude un verdeggiante giardino, il palazzo è unito alla Chiesa S. Giovanni, una delle più antiche della città ed è sede della banca di Lucca.
Chiesa di S. Giovanni e Reparata: risale al XII sec. e di quel periodo resta il lato destro e il portale mentre le forme attuali si devono a una ricostruzione del sce. XVII. L'interno è diviso in tre navate da colonne antiche; il quadrato battistero trecentesco è profilato da arcate gotiche e coronato da cupola svettante. Conserva una vasca battesimale del quattrocento oltre ad avanzi della vasca più antica.
Chiesa di S. Giusto: sorta nel sec. XII su di un edificio precedente, la facciata si presenta con una decorazione nella parte superiore: fitte fasce di colore bianco iniziano poco sopra il portale principale e proseguono nel sodo della muratura della navata centrale dove si dispongono loggette sovrapposte.
Il portale centrale è uno dei più significativi della bottega del Guidotto, sia per la qualità dell'esecuzione sia per i particolari decorativi, quali i telamoni in torsione che sostengono i due leoni aggettanti ai lati della lunetta e due mascheroni di impianto classico. Nel seicento l'interno fu ristrutturato in stile barocco.
Palazzo Cenami: eretto nel cinquecento con cortile porticato da Nicolao Civitali, la struttura è tipica del sec. XVI e si possono notare elementi fiorentini. Attualmente ospita diverse mostre locali.
Chiesa di S. Cristoforo: attestata già nel sec. XI e ricostruita nel XII a tre navate su pilastri con abside. Si presenta con la facciata decorata ad arcate cieche sostenute da colonne; il portale è accentuatamente strombato decorato da architrave e archivolto, su cui si dispone il motivo vegetale a girali di fogliami rigonfi. Ai lati aggettavano due leoni ora ridotti a uno stato frammentario; la facciata si conclude con cornici sulle quali corre il tralcio a girali. Il rosone centrale e le archeggiature sotto gli spioventi sono del sec. XIV. Con una serie di drastici interventi effettuati tra il 1939/40 la Chiesa venne destinata a sacrario dei caduti in guerra.
Palazzo della Provincia: fu costruito in parte da Bartolomeo Ammannati nel 1578, il quale eresse il lato sinistro con la loggia a serliane, mentre il lato destro risale al settecento ed è opera di Francesco Pini.
Chiesa di S. Romano: risale al duecento e ingrandita un secolo dopo, sul lato sinistro conserva tombe del sec. XIV e il campanile impostato su di un arco è in pietra e laterizi. La Chiesa internamente è a navata unica e prettamente seicentesca, dietro l'altare maggiore si trovano i resti della tomba di S. Romano opera di Matteo Civitali, dove si ammira la figura del Santo e una Pietà.
Chiesa di S. Alessandro: risale al sec. XII, la Chiesa romanica nella sua semplice struttura è vivacizzata nel prospetto delle fasce bicolori che proseguono nel fianco, l'abside duecentesca è ornata da archetti e intarsi marmorei.
Palazzo Pretorio: risale al sec. XV su progetto di Matteo Civitali e realizzato dal figlio Nicolao e ingrandito da Vincenzo Civitali nel 1500; l'ampia loggia sostiene un piano aperto da bifore, al centro del quale vi è un orologio seicentesco.
Chiesa di S. Michele in Foro: risale al sec. XII si presenta con alta facciata trecentesca a snelle arcate (nello spigolo destro vi è posta una Madonna di Matteo Civitali), su cui s'innalzano quattro ordini di logge riccamente ornate da intarsi colorati e da rilievi marmorei, alla sommità si eleva la gigantesca statua di S. Michele Arcangelo. Arcate con loggia soprastante corrono anche lungo il fianco che termina con il campanile, i cui piani sono delimitati da archetti; vi sono eleganti forme pisane nella parte absidale e l'elaborato portale nel braccio destro del transetto.
L'interno a tre navate si ammirano tra altro: una Madonna col Bambino in terracotta smaltata di Andrea della Robbia, nel pilone centrale del transetto destro: un Crocifisso duecentesco su tavola a rilievo sulla parete sinistra dello stesso transetto. Nel transetto sinistro vi è una Madonna col Bambino a rilievo di Raffaello da Montelupo del 1522, con una magnifica tavola di Filippino Lippi che raffigura i Santi Sebastiano, Gerolamo, Rocco ed Elena. I resti di una Chiesa risalente al sec. VIII si possono visitare sotto il presbiterio.
Casa natale di Giacomo Puccini: dal 1979 è trasformata in Museo e dopo importanti lavori di restauro per riportare l'appartamento alla sistemazione originaria è stata riaperta al pubblico. Giacomo Puccini nato il 22 dicembre 1858, in questa casa ha vissuto tutti gli anni dell'infanzia e della prima giovinezza; il museo custodisce arredi originali e preziosi oggetti appartenuti al musicista, tra cui il pianoforte su cui compose “La Turandot”. Vi sono molte lettere, quadri, fotografie, bozzetti, cimeli e documenti preziosi come le bozze dei libretti di Tosca e Fanciulla del West.
Chiesa di S. Paolino: fu costruita nel 1500 da Baccio da Montelupo e alla sua morte fu completata da Bastiano Bertolani. La facciata è in stile rinascimentale mentre l'interno a navata unica è arricchito dalle acquasantiere di Nicolao Civitali, dalla quattrocentesca statua di S. Ansano opera lignea di Francesco di Valdambrino, dalle cantorie in marmo di Nicolao e Vincenzo Civitali.
Nel presbiterio ai lati sono collocate due statue in legno: L'Angelo Gabriele e il S. Paolino, mentre il sarcofago all'altare è di epoca paleocristiana. Una bellissima tavola fondo oro quattrocentesca che raffigura l'Incoronazione di Maria e Santi è nella cappella a sinistra del presbiterio.
Palazzo Mansi: edificio seicentesco che ospita il Museo Nazionale di Lucca con preziosi arredi dell'epoca e del XVIII sec. Vi si ammira la grandiosa sala da ballo affrescata da Gian Gioseffo dal Sole, la magnifica camera dell'alcova e una collezione di arazzi fiamminghi del XVII sec., che hanno per soggetto l'imperatore Aureliano e la regina Zenobia.
Nel palazzo ha sede anche la Pinacoteca Nazionale costituita da opere che vanno dal periodo del rinascimento al XIX sec. Tra le pitture Toscane: la continenza di Scipione di Domenico Beccafumi; il ritratto di Ferdinando I dè Medici del Bronzino; il ritratto di Cosimo I dè Medici di un seguace del Bronzino; S. Caterina d'Alessandria di Ventura Salimbeni; il ritratto di Alessandro dè Medici del Pontormo.
Tra i dipinti Veneti: Pietro l'Eremita del Veronese; l'apparizione della Vergine a S. Giacinto di Jacopo Ligozzi; ritratto di gentiluomo di Jacopo Tintoretto. Inoltre alcune scene di battaglia di Salvator Rosa; S. Sebastiano di Luca Giordano; vari ritratti di Justus Sustermans; l'autoritratto di Zacchia il Vecchio; alcune battaglie del Borgognone; Il Crocifisso e Santi di Guido Reni. Vi sono inoltre anche rappresentati vari autori di scuola fiamminga tra i quali: Mabuse, Brill, Calvaert.
Chiesa di S. Salvatore: o della Misericordia, risale al sec. XII con riferimenti gotici e notevoli portali scolpiti dal Biduino e da un suo aiuto: del maestro è il battesimo di S. Niccolò sito sull'architrave della porta del fianco destro. Arricchiscono due opere del 1500: Ascensione di Zacchia il vecchio e la Madonna della Misericordia di Alessandro Ardenti sono all'interno.
Torre del Veglio: alta 27 metri è una delle tre torri civiche della città sopravvissuta a demolizioni, incendi, guerre, ha un'altana panoramica alla sommità e finestre tipiche di un impianto ottocentesco.


II Itinerario

Chiesa di S. Maria di Corteorlandini: ricostruita nel 1188 al posto di un edificio più antico; della Chiesa medievale restano due absidi minori e il fianco destro, in cui si apre un portale con archivolto decorato da un fregio vegetale e ai lati aggettano due leoni. Il restauro eseguito nel seicento – settecento alla Chiesa è il risultato di uno dei più interessanti esempi di decorazione barocco. Sulle navate laterali sono esposti alcuni dipinti di scuola Caravaggesca.
Palazzo Pfanner: risale al 1660 eretto dai Moriconi commercianti della seta, che travolti dal fallimento vendettero ai Controni, che lo ampliarono con la realizzazione dello scalone monumentale. Nel settecento riqualificarono il giardino, affrescarono le volte dello scalone e gli interni della residenza nobiliare. Nel 1692 ospitarono il principe Federico di Danimarca.
Nel 1846 il palazzo fu acquistato dalla famiglia bavarese (Austria) Pfanner che vi installò la sua birreria, una delle prime in Italia. Il palazzo è tutt'ora di proprietà della famiglia Pfanner e la parte visitabile racchiude al suo interno un ampio salone centrale, affrescato nel settecento da Pietro Paolo Scorsini da cui si dipartono sale laterali arricchite da mobili d'epoca; pregiate suppellettili, oggetti sacri e una trecentesca statua lignea raffigurante l'Arcangelo Michele.
La residenza ospita un'esposizione permanente di strumenti medico-chirurgici e antichi testi di medicina appartenuti a Pietro Pfanner (Chirurgo, filantropo e Sindaco di Lucca 1920/22).
Giardino si sviluppa tra l'attuale palazzo a sud e le mura urbane a nord; al cancello d'ingresso si apre una zona pavimentata in pietre squadrate con vasi in terracotta e piante di Cycas; il giardino è suddiviso in ampi spazi delimitati da vialetti rettilinei, con aree verdi, erbose, bordate da siepi di bosso e alloro, con al centro una vasca ottagonale decorata con le statue allegoriche raffiguranti gli elementi: Vulcano (fuoco), Mercurio (aria), Dionisio (terra), Oceano (acqua).
Vicino al palazzo sono ubicate invece le statue dell'allegoria delle quattro stagioni. All'interno delle aree erbose sono presenti piante di tasso, pini, alberi da frutto e magnolie; addossato al muro di cinta si trova la limonaia, sormontata da una balaustra sulla quale si ergono i leoni e al centro un basilisco. Ai lati del portale in legno ci sono due nicchie contenenti la statua di Ercole a destra e quella di Cibele a sinistra.
Per la sua architettura e l'ampio giardino è stato utilizzato da numerosi registi come: “palazzo della nobiltà papalina”. E' il palazzo del marchese del Grillo dell'omonimo film con Alberto Sordi del 1981; la residenza della famiglia dei S. Agata in “arrivano i bersaglieri” di Luigi Magni; e il giardino in “ritratto di signora” con Nicole Kidman del 1996.
Chiesa di S. Frediano: risale al sec. XII e fu eretta su di una basilica paleocristiana di cui si notano alcune parti all'interno e rialzata nel 1200. Si presenta con una sobria facciata con tre portali, quattro oculi e una piccola loggia centrale su cui vi è l'imponente mosaico raffigurante l'Ascensione. Poderoso è il campanile merlato e di grande armonia la parte absidale disegnata a fasce di diversa altezza e sormontata da loggia.
Il severo interno a tre navate è spartito da antiche colonne; a destra la fontana lustrale del sec. XII a rilievi romanici, che raffigurano episodi della vita di Mosè realizzati dal maestro Roberto e il Buon pastore con Apostoli di anonimi scultori. La tazza e il tempietto sovrastante sono ornati da figurazioni dei Mesi e di Apostoli; il vicino fonte battesimale del tardo quattrocento è di Matteo Cividali; l'Annunciazione in terracotta smaltata è di Andrea della Robbia, autore anche della statua di S. Bartolomeo.
Proseguendo sulla destra, si apre una cappella dove si trova un ancona lignea di Matteo Civitali (Assunzione); pregevole il pavimento a mosaico cosmatesco del presbiterio, intorno all'altare che risale al sec. XII. Nella navata sinistra si apre la cappella Trenta che risale al quattrocento, con importanti opere di Jacopo della Quercia: il pregevole polittico marmoreo tardo gotico dell'altare che raffigura la Madonna col Bambino e Santi, di grandiose proporzioni e storie della predella; le lastre sepolcrali di Lorenzo Trenta e di sua moglie, nel pavimento presso l'altare. Di fronte è l'Immacolata Concezione e Santi, notevole opera di Francesco Francia. La seconda cappella dedicata a S. Agostino è decorata da interessanti affreschi di Amico Aspertini realizzati all'iniziodel 1500.
Anfiteatro romano: risale al II sec., la circonferenza delle gradinate affiora dal terreno con costruzioni addossate in periodi successivi.
Portone dei borghi: eretto nel 1198 e si trova all'interno delle mura cinquecentesche, si presenta con apertura centrale e due torrioni laterali. Sia i torrioni che la parte superiore della porta sono adibite ad abitazioni private; nel vano sottostante la porta è presente un antico affresco incorniciato da una lunetta raffigurante una Madonna col Bambino.
Porta S. Maria: eretta nel 1549 e fa parte della cerchia muraria rinascimentale, la porta dedicata alla Vergine Maria presenta una statua marmorea della Madonna, inserita in una nicchia sulla porta stessa; in origine era dotata di una sola apertura e successivamente sono state praticate le due aperture laterali, sopra tali aperture laterali sono presenti le statue raffiguranti ciascuna una pantera (simbolo della città).
Chiesa di S. Pietro Somaldi: fondata nel sec. VIII da certo Summal (da cui il nome) e donata da re Astolfo al pittore Auriperto; fu ricostruita nel sec. XII mentre l'abside in laterizio è del sec. XIV. Si presenta a tre navate su pilastri in pietra arenaria con rade listature bianche; venne completata nella parte superiore della facciata con struttura a vela, con un loggiato cieco collocabile sulla base della decorazione dei capitelli nella seconda metà del duecento. Il portale centrale è sormontato da un architrave con la consegna delle chiavi a Pietro, opera di Guido Bigarelli da Como datato 1238. A parte due tavole, uniche superstiti della datazione quattro/cinquecentesche, l'arredo è costituito da dipinti seicenteschi e da alcune interessanti opere ottocentesche.
Chiesa di S. Francesco: eretta nel sec. XIII e riedificata nel secolo dopo, rimaneggiata nel 1600 si presenta con una facciata ad arcata con portale gotico affiancato da sepolcri e la parte superiore di costruzione moderna. L'interno a navata unica è ornato dagli affreschi staccati raffiguranti episodi della vita di Maria sec. XV e da un coro a intarsio di Leonardo Marti.
Nella parete sinistra vi è un noli me tangere del Passignano, mentre più avanti vi sono lapidi in memoria di Francesco Geminiani e di Luigi Boccherini (musicisti). Nel chiostro presso la tomba di Bonagiunta Tignosini vi è una Madonna e Santi a fresco di Deodato Orlandi 1274.


III Itinerario

Museo Nazionale di Villa Guinigi: la villa fu costruita nel 1418 con loggiato al piano terra e arcate superiori che incorniciano trifore decorate. Le prime due sale del piano terra espongono materiale preistorico e romano, corredi funerari etruschi (interessante è quello rinvenuto nel padule di Bientina risalente al III sec. a. C.) e un rilievo ellenistico che rappresenta un banchetto funerario del II sec. a. C.
Nella terza sala sono ordinate sculture lucchesi del periodo che va dal sec. VIII al sec. XIV, tra cui spiccano una transenna duecentesca con Sansone e il leone; un busto di S. Martino della stessa epoca; una Madonna in trono assegnata al Biduino. Nella IV sala vi sono sculture lucchesi del periodo gotico: alcune statue che facevano parte di un polittico (un Angelo, una Madonna col Bambino, un Santo vescovo e un'Annunciata attribuita a Nino Pisano); altorilievi di Giroldo da Como; alcuni affreschi staccati.
La V sala presenta sculture rinascimentali: S. Silao vescovo attribuita a Baccio da Montelupo; Ecce Homo, un bassorilievo dell'Annunciazione e della Madonna col Bambino, tutte opere di Matteo Civitali e altre sculture dei suoi allievi; un affresco staccato del quattrocento con la natività. Nella VII sala vi sono le misure usate a Lucca nel XVIII – XIX sec., prima dell'adozione del sistema metrico decimale; alle pareti bassorilievi ottocenteschi con storie di Maria Luigia di Borbone.
Al I piano si raccolgono dossali di Ambrogio e Neri Pucci sc. XVI; stalli quattrocenteschi del coro del Duomo di Leonardo Marti; un armadio di villa Guinigi; ante di armadi della sagrestia del Duomo; la visitazione dipinto attribuito a Francesco di Giorgio; Croci dipinte tra il XII e sec. XIII, due delle quali sono di Deodato Orlandi e del Berlinghiero; un S. Michele Arcangelo di Francesco Traini; dipinti del XIV – XV sec., tra questi un trittico con lo sposalizio mistico di S. Caterina e Santi di Angelo Puccinelli; un polittico attribuito a Priamo della Quercia; una Madonna col Bambino e Santi di Zanobi Macchiavelli.
Seguono pitture e opere lignee: del Vecchietta è un'Assunta a rilievo; il Signore con S. Caterina, S. Maddalena e la Madonna della Misericordia, due pale d'altare di Fra Bartolomeo e un'altra pala di Amico Aspertini, raffigurante la Madonna col Bambino e i S. Giorgio e Sebastiano; un'Assunzione e una Madonna col Bambino di Zacchia da Vezzano il Vecchio. Nella XV sala vi sono due pregevoli casseforti cinquecentesche.
Le sale XVI e XVII contengono arredi liturgici con tessuti antichi dal 1500 al 1700 e paramenti sacri. Tra i dipinti: S. Pietro guarisce lo storpio del Passignano; l'Immacolata Concezione con i Santi Biagio e Eustachio di Giorgio Vasari XVIII sec. altri dipinti sono di Pompeo Batoni del sec. XVIII.
Porta dei S. Gervasio e Protasio: è una porta delle vecchie mura di Lucca, quasi demolita con la costruzione delle mura rinascimentali. Delle quattro porte di questa cerchia duecentesca resta solo Porta S. Gervasio e Porta dei Borghi; la porta presenta un ampio varco alto otto metri e coperto da un arco a tutto sesto, la lunetta interna è decorata con una Madonna col Bambino e Santi inginocchiati, forse S. Gervasio e S. Protasio, due Angeli scopri-cortina e un frammento di S. Giovannino ai piedi della Vergine.
Nel sotto-parco sono dipinte a tempera alcune stelle rosse in campo bianco. Le due torri in pietra arenaria grigia, con decorazioni di calcare bianco avevano una merlatura e un originale camminamento che collega le sommità delle torri. Oggi le due torri sono adibite ad abitazione privata. La porta era difesa da un fossato che è stato conservato e scorre nell'antistante pittoresca via dei Fossi e per questo l'accesso era regolato da un ponte levatoio.
Chiesa di S. Maria Forisportam: si presenta a tre navate con transetto e abside del sec. XII; il primo ordine è articolato in loggiati ciechi retti da semi colonne in facciata e nell'abside da lesene nei fianchi e nei transetti; di evidente imitazione pisana una loggetta architravata completa l'abside. In facciata si aprono tre portali sui cui architravi compaiono motivi decorativi di gusto classico.
Il secondo ordine della facciata si articola in una doppia serie di loggette è probabile opera Guidettesca (Guidetto – Guido nome proprio); l'interno mostra i colonnati medievali con capitelli; nel cinquecento vi furono collocate due opere: una S. Lucia e un'Assunta del Guercino e sulla destra un'arca paleocristiana a rilievi risalente al III – V sec., funge da fonte battesimale.
All'interno della Chiesa vi è una meridiana a camera oscura, in alto vi è il foro di illuminazione mentre la linea oraria è tracciata sul pavimento, quando il fascio di luce incontra la linea oraria significa che il sole ha raggiunto l'altezza massima, indicando così il mezzogiorno vero del luogo. (7'55'' indietro rispetto all'ora solare di Roma).
Chiesa di S. Giulia: era già esistente nel sec. X ma molto più antica, come attestano i corredi delle sepolture Longobarde rinvenute al suo interno, fu ricostruita nel sec. XIII in cotto e la facciata fu completata nel trecento; la soluzione è ad arcate cieche che include un portale strombato e riecheggia temi romanici gotico. Nel 1647 venne edificato il nuovo altare maggiore per accogliere un'antica e venerata immagine del Crocifisso. La Croce temporaneamente collocata nel Duomo è una preziosa opera del XII sec.
Palazzo Bernardini: eretto tra il 1517/23 e conserva uno stranissimo particolare, guardando a destra del portone sulla prima finestra si trova la famigerata “pietra del diavolo”, uno degli stipiti di pietra è innaturalmente incurvato. Osservandola da lontano sembra essere finta ma da vicino e toccandola non vi sono dubbi che sia di pietra e che presenti una forma anomala.
L'origine deriva dalla leggenda che il diavolo pare abbia convinto i Signori Bernardini, a costruire un palazzo imperiale la dove si trovava un'immagine miracolosa della Madonna, che era molto venerata in città; l'immagine fu distrutta per far posto al palazzo, ma proprio dove si trovava l'immagine la pietra si incurvò e tale restò fino ad oggi.
Case dei Guinigi: è un complesso di torri e palazzi del sec. XIV di forme romaniche, tra questi è interessante in via S. Andrea di una costruzione in mattoni, con prolifere ai piani superiori e archi in pietra al piano terra, munita di una torre alta 45 metri distinguendosi da tutti gli edifici del centro storico; il raggiungimento della cima è permesso da 25 rampe di scale per complessivi 230 gradini. Appesi alle pareti interne è possibile ammirare numerosi quadri raffigurante scene di vita medievale e dalla sommità si può ammirare il centro della città e il paesaggio delle montagne circostanti.
Sulla cima della torre si trova il giardinetto pensile, costituito da un cassone murato riempito di terra, nel quale vi sono sette piante di leccio. Non si sa quando il giardino sia stato realizzato, ma in un'immagine contenute nelle croniche di Giovanni Sercambi del XV sec., si può vedere che tra le oltre 250 torri e i numerosi campanili che arricchivano la città in epoca medievale, ve n'era una coronata d'alberi.
Chiesa dei S. Simone e Giuda: era già menzionata nel 839 e fu totalmente ricostruita nel XIII sec. con sobria facciata bicroma, a tre navate su pilastri con capitelli e abside, in muratura a conci di pietra squadrati, alternati a filari di calcare bianco. Nel trecento la Chiesa venne arricchita da altari, affreschi e tavole dipinte; per l'altare dei S. Jacopo e Filippo, Spinello Aretino dipinse il polittico diviso ora tra la galleria nazionale di Parma e una collezione privata di Città del Messico. Dalla Chiesa viene anche la statua lignea raffigurante S. Ansano riferita a Jacopo della Quercia, conservata presso la curia arcivescovile. La Chiesa è utilizzata come sede per associazioni giovanili.
Una suggestiva passeggiata nel verde è costituita dal giro delle mura, innalzate nel sec. XVI che recingono la città medievale e rinascimentale. Sono alte 12 metri fortificate da 11 baluardi, lunghe oltre quattro km., erano una difesa inattaccabile per la città e oggi offrono dall'alto magnifici scorci panoramici. I locali interni delle mura sono adibiti a manifestazioni culturali.
Baluardo S. Paolino: il baluardo presenta facce di misura diseguali e fianchi rotondi, in origine sui lati erano presenti delle piazze di manovra che successivamente furono smantellate, mentre l'originaria casermetta pensile datata 1570 si colloca ancora nella sua gola, fornendo una copertura alla galleria che conduce ai sotterranei.
Villa Torrigiani: è un magnifico esempio di costruzione seicentesca lucchese immersa in un parco superbo con statue e fontane; al suo interno vi sono arredi del XVIII sec. con stampe e pitture pregevoli.



Escursioni
S. Maria del Giudice: (a 7 km.) è una frazione del comune di Lucca nella quale troviamo:
Pieve di S. Giovanni Battista la cui prima menzione risale al 918 e si caratterizza con struttura a tre navate e unica abside illuminata da tre monofore; all'interno colonne sormontate da capitelli classicheggianti è databile 1160/70 come conferma l'iscrizione sull'architrave del portale. La decorazione del paramento e il motivo della facciata a doppio ordine di loggette cieche, rimandano a soluzioni decorative di origine pisana; più antica è la torre campanaria del sec. XI.
Pieve di S. Maria Assunta: risale al 1166, la facciata a doppio ordine di arcate estesa anche lungo le pareti laterali con timpano, colonnette e gli elementi a tarsia; singolare è il più tardo campanile a base ottagonale impostato sull'abside semi circolare.
Marlia: (a 7 km.) vi si trova la sontuosa villa Pecci Blunt, l'ex villa reale fu rinnovata da Elisa Bonaparte nel XIX sec. Nello splendido parco si tengono spettacoli estivi.
Villa Mansi: (a 10 km.) è una magnifica costruzione del cinquecento ristrutturata da Filippo Juvara nel XVIII sec. La facciata è aperta da logge e decorata da statue, circondata da parco all'inglese e da giardino all'Italiana; al suo interno vi sono preziosi arredi del seicento.
S. Giorgio di Brancoli: (a 16 km.) è una pieve romanica del sec. XI con una bella acquasantiera del mille a destra dell'entrata e un pregevole pulpito del XII sec.
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