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Ispica

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Include il Parco archeologico della forza con scavi e reperti dalla preistoria al 1692.
Sulla Chiesa madre, si legge il nome della città in latino "Hyspicefundi" e sulla Chiesa Madonna del Carmelo, è visibile il toponimo in latino "Hyspicefundiom".
Catacombe testimoniano che la zona era abitata in epoca tardo-romana.
Nel territorio si succedettero le varie dominazioni: Sicula, greca, romana e bizantina.
Il primo documento che menziona l'abitato con il nome di "Isbacha" è del 1093, in una bolla che papa Urbano II emanò subito dopo la fine dell'occupazione araba avvenuta da parte di Ruggero il normanno.
Dopo il terremoto del 1693, la città rinasce in una veste medievale settecentesca.
Grazie alle sue bellezze, Ispica aspira a far parte delle città tardo barocche del "Val di Noto".

Architetture Religiose
- Basilica S. Maria Maggiore: settecentesca, dichiarata monumento nazionale nel 1908;
- Basilica SS. Annunziata: 1700 in stile rococò, ospita opere del 500;
- Chiesa madre S. Bartolomeo: del 1750 facciata barocca;
- Chiesa Madonna del Carmelo (1534): un putto reggicartiglio sull'arco d'ingresso reca la data 1632 mentre, tra lo stemma Carmelitano e la base della nicchia della statua della Madonna del Carmelo, si legge la data di ricostruzione 1730;

Architetture Civili
- Palazzo Bruno di Belmonte: stile Liberty;
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