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Già nel 2000 a. C. fu sede di uno stanziamento megalitico, fu il centro militare della popolazione dei galli salassi; essi vennero sconfitti dalle truppe romane durante l'impero di Augusto, divenendo insediamento militare prese il nome di “Augusta Praetoria“ nel 25 a. C., crescendo rapidamente per importanza e floridezza.
Venne invasa dai Burgundi, ostrogoti, bizantini, franchi e nel sec. X appartenne al re di Borgogna fino a quando venne ceduta a “Umberto Biancamano“ e da allora fu legata stabilmente alla casa Savoia pur conservando un certo grado di autonomia politica.

Monumenti
Arco di Augusto: eretto nel 25 a. C. in occasione della vittoria dei romani sui salassi, costruito in blocchi di conglomerato a un solo fornice di 11,40 metri di altezza sotto la chiave di volta; è un'opera grandiosa con elementi dorici e corinzi. Sotto l'arco è visibile un Crocifisso risalente al quattrocento e vi fu collocato nel 1542.
Porta Praetoria: sono i resti delle porte di accesso eretta nel I sec. a. C. assieme alla porta “Principalis Dextera – Porta Principalis sinistra e Porta Decumana” che permettevano di entrare ed uscire dai quattro punti cardinali.
Porta Decumana: si protraeva fino al Colle del Piccolo S. Bernardo e venne demolita nel 1812, oggi vi sorge la biblioteca.
Porta principalis sinistra: fino al 1843 portava al Gran S. Bernardo; i resti delle fondamenta sono tuttora visibili nei sotterranei del Museo archeologico regionale della Valle d'Aosta con un tratto delle mura romane cittadine.
Porta principalis dextera: dava accesso alla campagna e alle altre città; nel 1894 nei pressi della porta venne rinvenuta la base in arenartia di una statua di Augusto, che fu eretta dalla popolazione dei salassi nel 23 a. C. con l'iscrizione “Salassi incolae qui inizio se Colonna Contulerunt“.
Teatro romano: è particolarmente interessante per l'imponente facciata alta 22 metri di cui ne resta un tratto, inoltre sono visibili parte della cavea e della scena.
Anfiteatro romano: risalente al 25 a. C. e sito all'interno della cinta muraria romana e le sue rovine sono inglobate in una costruzione medievale “il monastero delle suore di S. Caterina che oggi ospita le religiose di S. Giuseppe”. Il convento venne eretto nel 1247 dal visconte Godefroy de Challant, inglobando alcune arcate della vecchia facciata esterna dell'anfiteatro. Per visitare le rovine dell'anfiteatro è sufficiente bussare alla porta del convento.
Cinta muraria: quella che in epoca romana proteggeva Augusta Praetoria (antico nome della cittadina di Aosta) è giunta quasi intatta ai nostri giorni. In parte è inglobata in edifici moderni ma molti tratti sono visibili dall'esterno e sono visitabili con una passeggiata di circa tre km. Lungo di esse vi erano torri che oggi appaiono modificate dall'erosione del tempo e dagli agenti atmosferici; durante il medioevo vennero adattate ad abitazioni.
Criptoportico forense: è un monumento romano e anticamente circondava l'area sacra del foro di Augusta Praetoria; è costituito da una galleria a due navate con volte sostenute da imponenti pilastri in travertino e da una serie di archi i quali dividono le due navate.
Ponte romano sul torrente Buthier ed eretto ai tempi della fondazione della città; è ad una sola campata poggiando su solidi basamenti in puddinga un conglomerato locale estratto dalle cave della Dora Baltea. La volta è costituita da grossi conci dei cunei.
Villa romana della consolata: è un sito archeologico di epoca romana I sec. a. C. La villa è protetta da una struttura in ferro ed è visitabile tramite una passerella rialzata e agevolata da una serie di pannelli informativi.
Area funeraria fuori Porta Decumana: giusto come prevedeva il diritto romano era sita fuori dalla città e costruita nel I sec. a. C. Poco distante dai mausolei è stata rinvenuta una basilica paleocristiana databile IV sec. d. C. la quale sarà utilizzata fino al primo millennio poi sarà gradualmente abbandonata.
Cattedrale di S. Maria Assunta e S. Giovanni Battista: risalente al sec. IX e consacrata nel 1025 subendo rifacimenti successivi fatta eccezione dei campanili romanici che affiancano la Chiesa alte oltre metri 60. La facciata risale al 1848; al centro si apre un atrio con elementi decorativi del cinquecento. L'interno a tre navate con vetrate del sec. XV e magnifico mosaico pavimentale del sec. XII nel presbiterio; il sepolcro di Tommaso II di Savoia sec. XIV nell'abside; il coro ligneo del presbiterio intagliato in stile gotico. Si resta colpiti dalla presenza nella navata centrale del grande Crocifisso in legno dipinto sospeso tra la volta e il presbiterio risalente al 1300.
La cripta: accessibile da una scala ed è la parte più antica, divisa in tre navatelle con altrettante absidi; si osservano volte a crociera e colonne di diverse fogge e dimensioni, le più sottili sono quelle più antiche, mentre le più massicce di epoca romana e i capitelli del sec. X.
Chiostro: a ridosso della Chiesa e terminato nel 1460; nel sottotetto sopra le volte del quattrocento si notano degli affreschi i quali decoravano la navata centrale della basilica “anselmiana“.
Museo del tesoro della Cattedrale: custodisce opere di notevole interesse del sec. XII; la cassa reliquiaria di S. Grato; alcuni codici miniati tra i quali il messale del vescovo Francesco de Prez; monumenti sepolcrali; ricca collezione di statue lignee dipinte.
Collegiata di S. Orso: risale al sec. X con l'imponente campanile romanico alto 44 metri risalente al sec. XII per difesa, costituito da una cinta muraria e una seconda torre di grandi dimensioni. La parte inferiore è quella originaria formata da enormi massi squadrati, mentre la parte superiore è del sec. XIII e l'orologio del 1642. La campana maggiore al suo interno venne fusa nel 1589 in Francia con un peso metà della campana maggiore del Vaticano, è la più grande della Valle d'Aosta e una delle più imponenti di tutto l'arco alpino.
Il chiostro romanico risale al 1133, mentre gli archi e le volte attuali sono frutto di rimaneggiamenti posteriori. La facciata della Collegiata si presenta a salienti in forme tardogotiche, portale ad ogiva contornato da un'alta ghimberga (termine per indicare un alto frontone appuntito tipica dell'architettura gotica) con cornice in cotto e sormontata a sua volta da un pinnacolo che tocca quasi il tetto.
Al suo interno le tre navate sono segnate da robusti pilastri; un tramezzo barocco in marmi policromi con tre archi e sormontato da una balaustra traforata separa la navata centrale dal coro; più basso rispetto al pavimento si ammira il mosaico a tessere bianche e nere con inserti di colore marrone chiaro. L'altare di S. Sebastiano è arricchito di affreschi del quattrocento. Il tappeto musivo risale al sec. XII di forma quadrata e di lato pari a tre metri, con spigoli disposti secondo i quattro punti cardinali.
Particolare attenzione meritano gli stalli lignei posti ai lati del coro e risalenti al 1487, nonché i colori delle cinque vetrate realizzate tra il 1494 e il 1503. Tutto l'interno custodisce affreschi del sec. XI raffigurante la vita di Gesù e degli apostoli; affreschi del sec. XV e un pregevole coro in legno del 1500.
Cripta: è la parte più antica divisa in cinque navatelle con tre absidi semi-circolari disposte a raggiera. Del periodo della Chiesa “Anselmiana“ quasi integralmente conservata restano nello spazio tra il tetto e le volte del quattrocento.
Museo del tesoro della Collegiata custodisce opere artistiche di arte medievale. Nell'abside dietro l'altare maggiore in stile barocco vi è l'organo a canne costruito nel 1901 da Giuseppe Mola.
Chiostro risalente al sec. XII con le sue arcate, colonnine e capitelli istoriati, costituisce un esempio di arte romanica lombardo-catalana-provenzale. Custodisce ben 37 degli originali 52 capitelli in marmo bianco, i quali erano molto utilizzati in epoca imperiale romana per la copertura di imponenti monumenti.
Priorato di S. Orso: fa parte del complesso ed è sito alla destra della Chiesa, formato da tre corpi di fabbrica con cinque arcate; è sovrastato da una torre a pianta ottagonale culminante in una cuspide aguzza. Eretto nel 1468 come sede del priorato da Giorgio di Challant; al suo interno una scala a chiocciola ricavata nella torre, conduce alla sala priorale e alla cappella affrescata da artisti franco-valdostani del sec. XV.
Ponte acquedotto di grand Arvou: di epoca medievale sito nella frazione di Chiou a Porossan del comune di Aosta; esso è percorso da un lungo corridoio coperto da un tetto in “Lose“ (lastra di pietra che generalmente viene utilizzata come tegola). Secondo l'Abbè Henry (Joseph-Marie Henry 1870 – 1947 presbitero – botanico e alpinista italiano) esso è uno dei monumenti più belli che ci abbia tramandato il medioevo in Valle d'Aosta.
Chiesa di S. Croce: risalente al 1682 con facciata a “trompe-l'oeil“ in cui campeggia un affresco il quale raffigura la leggenda del ritrovamento della Vera Croce da parte di S. Elena madre dell'imperatore Costantino. L'interno è caratterizzato dal pregevole altare barocco di stile valsesiano e custodisce arredi del XVII – XVIII e XIX sec. Vi si tengono concerti.
Chiesa di S. Stefano: risalente al 1728 in stile barocco sulle strutture della precedente Chiesa del quattrocento. Di particolare interesse sono gli affreschi della facciata; il grande altare maggiore barocco in legno dorato; il coro ligneo in noce del sec. XVIII intagliato con fregi, ghirlande e teste di angeli; la gigantesca statua lignea di S. Cristoforo intagliata in un solo ceppo e alta circa quattro metri e sessanta del sec. XV e il prezioso organo a canne del 1877.
Croce di Calvino: eretto nel 1541 in memoria della cacciata dei calvinisti (confessione del cristianesimo protestante) dalla Valle d'Aosta; esso è costituito da una colonna sormontata da una Croce in pietra grigia alta circa sei metri, il basamento è decorato con geroglifici e simboli religiosi riportante la scritta latina: “Durante la fuga dei Calvinisti Venne elevato nell'anno 1541 per la costante della religione viene riparata per la religiosità dei sudditi nell'anno 1741 rinnovato ed adornato nell'anno 1841“. L'attuale fontana che arricchisce il monumento è stata aggiunta nel 1841.
Piazza Emile Chanoux: è la piazza principale della città e un tempo era chiamata “Carlo Alberto” oggi è intitolata al martire della resistenza che fu trucidato dai nazisti nel 1944. Nella piazza affaccia il municipio al cui interno trovano posto il salone ducale con il soffitto affrescato, ritratti e pavimento in legno; l'ex sala consiliare con lapidi commemorative.
Una struttura ricettiva adiacente al palazzo comunale, il quale risale al sec. XVIII e sopraelevato in seguito e altri edifici.
Castello Jocteau: detto anche “castello duca degli Abruzzi o castello generale cantore”; eretto nel sec. XX è proprietà del demanio militare, ospita il Comando della scuola militare alpina di Aosta e un piccolo museo dell'alpinismo. Al suo interno vi è una cappella in stile neogotico con volte a crociera; la facciata si presenta con portico affrescato ed è sovrastata da un piccolo campanile con finestre a bifora.
L'interno della cappella custodisce un Crocifisso artistico che fu donato da Papa Giovanni Paolo II; inoltre vi sono arredi lignei, banchi, altare e balaustra sono in legno. Sopra l'altare è presente una tela in cornice lignea raffigurante la Madonna e due angeli; nella cappellina il papa rivolse una preghiera alle foto votive dei militari caduti. Il coro è dotato di una pavimentazione in legno di rovere mentre il resto è in pietra.
L'ingresso è caratterizzato da una porta in ferro con bassorilievo. Il castello si sviluppa in varie sale, saloni e locali sotterranei con stemma baronale e da vari stucchi floreali. Tra i visitatori illustri troviamo: Benito Mussolini nel 1938; l'imperatore del Giappone “Hirohito“ nel 1939; Umberto di Savoia e la principessa Maria Josè del Belgio; i Presidenti della Repubblica Italiana: Giovanni Leone – Giuseppe Saragat – Francesco Cossiga – Carlo Azeglio Ciampi e Giovanni Paolo II habituè della Valle d'Aosta fu ospite nel castello.
La biblioteca del castello custodisce un dipinto su tela a tema bucolico realizzato “en plein air“, archivia volumi di storia militare, di vita alpina, botanica alpina e geografia internazionale. Sono varie le statue soprattutto grazie alla collezione museale dedicata alla statuaria lignea. All'ingresso vi è il busto bronzeo del Duca degli Abruzzi realizzato dallo scultore Orlando Orlandini, mentre al piano terra a grandezza naturale vi sono le sculture lignee di Jean-Antoine Carrel e Amilcar Crètier.
Il parco circonda il castello sovrastato dal pennone della bandiera Italiana si sviluppa in un'area boschiva di abeti, larici, ippocastani, cedri, betulle, tigli ed aceri. In esso trova collocazione una palestra di roccia.
Museo: custodisce al suo interno materiale alpino e statue lignee delle personalità dell'alpinismo.
Curiosità: al castello e alla scuola è dedicato il brano “il castello degli alpini“ scritto da Margherita Barsimi e composto da Carlo Benvenuto.
Casa Littoria: del 1939 era la sede del Partito Nazionale Fascista ed è uno degli edifici più alti della città oggi ospita l'Assessorato all'industria.

Musei
Museo archeologico regionale con reperti archeologici rinvenuti nella Valle d'Aosta con la preistoria, i romani con un plastico della città romana di Augusto Praetoria Salassorum.
Museo del tesoro della Cattedrale con opere comprendente al vasto patrimonio di arte sacra con codici miniati, pitture, sculture, vetrate, reliquari, oreficeria, paramenti sacri e tanto altro. Tra le opere interessanti si segnala un cammeo romano del I sec. con montatura in oro, pietre preziose e il dittico d'avorio tardo-romano di “Anicio Petronio Probo” (406).

Aree naturali
Riserva naturale “Tzatelet” con una superficie di 14 ha creata nel 1993, tra le specie arboree prevalgono specie termofile quali la Roverella e il pino silvestre, mentre la fauna si segnala: Fringuelli – cince – picchi e vari corvidi. Per l'archeologia sulla sommità è presente un insediamento tardo neolitico con la relativa necropoli e si data intorno al 3000 a. C. La riserva è dotata di campo sportivo, gioco per il “palet“, giochi per bambini e giochi per ragazzi, percorso ginnico, servizi igienici, spogliatoi e vari itinerari pedonali.
Area megalitica di Saint-Martin-de-Corleans, vicino alla Chiesa vi sono studi archeologici di grande interesse per i ritrovamenti di un antico insediamento sul quale nasce la leggenda che lo accomuna alla città di Cordella (mitica città fondata dai romani poi Aosta “Augusta Praetoria Salassorum“).

Escursioni
Sain-Nicolas è un piccolo comune distante una decina di km da Aosta e nell'anno 2017 supera di poco i trecento abitanti; dotato di numerosi percorsi attrezzati per Mountain bike e passeggiate con il bosco corredato dal percorso didattico-naturalistico.
Il torrente “Gaboè” da vita al fenomeno geologico dei calanchi detti “piramidi di terra” che sno un'attrazione del luogo con la Chiesa di S. Nicola sorta nel 1600 su di una precedente Chiesa romanica di cui resta il campanile, il quale è aperto da bifore nella cella campanaria e sormontato da cuspide.
Biblioteca: ha sede nella frazione “Fossaz Dessous”.
Musei: quello di Jean Baptiste Cerlogne in località “La Cure”; museo Gerbore e mostra “l'epoca dei pionieri“ in località Lyveroulaz; Centre d'ètudes francoprovencales Renè Willien (è un centro culturale in lingua Franco-provenzale con sede in una vecchia casa contadina del sec. XVIII).
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