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Collina

Saturnia

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Insediamento additato come la prima città Italica, divenne centro etrusco e fu sottomesso a Roma nel 280 a. C. Subì la signoria degli Aldobrandeschi fino a quando fu conquistato da Siena nel 1299 e da questa fu rasa al suolo. Nel sec. XV la costruzione di fortificazione e il dominio degli Ximenes d'Aragona ai quali seguirono i Panciatichi che non restituirono a Saturnia l'antico prestigio.

Monumenti
Chiesa di S. Maria Maddalena: è citata da papa Clemente III nel 1188, oggi l'ammiriamo dopo le ristrutturazioni del 1933; al suo interno conserva una tavola della Madonna col Bambino tra i Santi Sebastiano e Maria Maddalena opera di Benvenuto di Giovanni del 1475, due Croci lignee del sec. XVIII, un tabernacolo ligneo su cui sono raffigurati S, Chiara e S. Elisabetta d'Ungheria, due Angeli reggi candelabro in legno intagliato e dipinto del sec. XVII.
Rocca Aldobrandesca: del sec. XII rifatta dai senesi nel sec. XV e radicalmente trasformata nel 1924 quando fu edificato il castello Ciacci in stile neo-medievale, con la torre merlata che richiama l'originale stile del rimanente complesso, costruito all'interno dell'area delimitata dalle mura della rocca.
Mura di Saturnia: una prima cinta muraria fu costruita dai romani nel II sec. su preesistenti strutture difensive etrusche; gli Aldobrandeschi ristrutturarono e ampliarono la primitiva cerchia nel sec. XIII con la costruzione della rocca. In seguito furono ricostruite e riqualificate dalla Repubblica di Siena nel sec. XV; nei secoli successivi altre modifiche hanno determinato la scomparsa di tre delle antiche quattro porte, lasciando solo Porta romana con rivestimento in pietra e apertura ad arco a tutto sesto, proprio nel punto di passaggio dell'antica via Clodia.
Bagno secco: resti di una struttura quadrangolare, cisterna di epoca romana per la raccolta delle acque.
Fonte buia: è una caratteristica fonte posta poco fuori del paese risalente al sec. XVI.
Museo: archeologico di Saturnia il quale ospita reperti archeologici di età etrusca e romana, il museo è inserito nella rete museale provinciale: musei della maremma. Nei pressi dell'edificio dei vecchi lavatoi pubblici del 1913 sorge una piccola biblioteca, che dispone di un patrimonio librario di circa 2.500 volumi.
Terme di Saturnia: è la risorsa principale della cittadina, erano già conosciute nell'antica Roma e oggi mete turistiche a livello nazionale, le acque sulfuree hanno rinomate proprietà terapeutiche; le principali cascate termali sono le cascate del mulino situate presso un vecchio mulino.
Saturnia è una frazione del Comune di Manciano che sorge su di una collina e domina la piana e la valle dell'Albegna e l'area del tufo. La cittadina di Manciano ci offre i seguenti monumenti:
Chiesa di S. Leonardo: del sec. XV con la ristrutturazione del 1954 è stato realizzato il nuovo pavimento a mosaico; al suo interno conserva le seguenti opere d'arte: S. Leonardo che adora la Sacra famiglia risalente al 1894, gli Apostoli del 1909, il venerdì Santo opera di Paride Pascucci e un fonte battesimale in travertino del sec. XIV.
Chiesa di S. Giorgio: ubicata nella frazione di Montemarano eretta nel sec. XIV e ampliata con l'aggiunta del transetto e dell'abside nel 1430. Al suo interno custodisce opere di grande pregio tra cui la celebre: Madonna della Gattaiola opera di un artista noto come: il maestro di Montemarano del sec. XV; il dipinto deve il suo nome al curioso foro circolare tagliato alla base, che si dice sia stato realizzato da un parroco per permettere il passaggio dei gatti all'interno della Chiesa.
Chiesa della visitazione: sita nella frazione di Poggio capanne che reca sulla facciata la data: 1570, al suo interno ospita un dipinto raffigurante la Madonna col Bambino in trono fra S. Antonio Abate e S. Giuseppe del sec. XIX e una copia seicentesca di dimensioni ridotte della pala della visitazione di Federico Barocci datata 1586 e conservata nella Chiesa nuova a Roma.
Oratorio SS. Annunziata: nacque come cappella rurale nel sec. XVI fu ristrutturata nel sec. XVII e al suo interno custodisce l'Annunciazione del pittore Pietro Aldi risalente al 1875, inoltre i restauri hanno portato alla luce uno sposalizio della Vergine nella parete destra, una nascita della Vergina a sinistra e due pitture con S. Lorenzo e S. Giovanni del XV sec.
Pieve di S. Lorenzo: sita nella frazione di Montemarano ed è la più antica Chiesa del borgo, citata in una bolla del 1188 rimasta sconsacrata nel corso dei secoli, è oggi adibita a spazio teatrale per rassegne culturali.
Chiesa Madonna di Cavalluzzo: ubicata nella frazione di Montemarano, nacque come cappella rurale nel sec. XV subendo rifacimenti nella facciata e nel pavimento nel seicento, al suo interno conserva una Madonna col Bambino e S. Rocco nonché alcuni affreschi risalenti al XV sec.
Casa Battiloro: fu residenza di una nobile famiglia Fiorentina, formata da due edifici che affacciano sulla piazzetta, su di una è inciso il nome di Costante Battiloro datato 1596 e sull'altro è posto lo stemma gentilizio e la data 1650.
Casa Piazai: del sec. XVI presenta nella facciata due finestre con stipiti in travertino in cui sono incisi il nome di Domenico di Bartolomeo Piazai e la data 1592.
Palazzo Aldi: imponente edificio con pietra a faccia vista eretto nel 1824, qui nel 1852 vi nacque il pittore Pietro Aldi e in questo stesso luogo vi trovò la morte il 18 maggio 1888; nel 1911 venne posta sulla facciata una lapide in sua memoria.
Palazzo Nardelli: già Meusi, trattasi di un imponente edificio eretto tra il 1824 e il 1848 nelle adiacenze della rocca Aldobrandesca ed ospita il museo di preistoria e protostoria della valle del Fiora.
Palazzo Sadun: del sec. XIX era proprietà della facoltosa famiglia ebraica Sadun proveniente da Pitigliano che aveva fondato nel territorio dell'Amiata una società per l'estrazione del cinabro (minerale appartenente ai solfuri di mercurio dall'aspetto rossiccio, già noto ai greci, chimicamente è l'unione di zolfo e mercurio); la stessa famiglia era anche proprietaria delle saline di Orbetello.
Villa Aldi Mai: eretta nel 1933 era la residenza dell'Onorevole Gino Aldi Mai che fu sindaco e podestà di Manciano; si presenta in stile eclittico con influenza Liberty e dal 1951 ospita la casa del fanciullo, da quando la villa fu donata alla Parrocchia da Maddalena Ciacci moglie dell'Aldi Mai.

Siti Archeologici
Necropoli del Puntone fu frequentato dal VII al V sec. a. C., composto da una cinquantina di tombe a camera e da un piccolo numero di tombe a fossa.
Necropoli della Banditella con un centinaia di tombe in prevalenza a fossa del VII sec. a. C. ricche di corredo di grande prestigio.
Necropoli Pian di Palma che conserva alcune tombe a tumulo datate tra il VII e il V sec. a. C., costituite da una camera sepolcrale preceduta da un dromos (cortile antistante) con copertura a pseudo-volta.
Necropoli di sede di Carlo vi sono state rinvenute alcune tombe a pozzetto e a fossa VIII sec. a. C., il curioso nome proviene da un blocco di travertino la cui forma richiama quella di un trono (sedia di Carlo Magno).
Tomba Pellegrina: ubicata nella frazione Costone degli Sterpeti risalente al VI sec. a. C. del tipo a camera.
Riserva naturale Montauto: trattasi di un'area protetta sita nell'area in cui sorge la rocca di Montauto che fu eretta nel duecento dagli Aldobrandeschi e fu ereditata dagli Orsini di Pitigliano, fu contesa dai Baschi e ristrutturata nel quattrocento e cinquecento; fu annessa al Granducato di Toscana e da allora fu abbandonata perché non ritenuta più strategica dai Medici. Oggi è parzialmente occultata dalla vegetazione.
Contea di Sovana: era unico stato assieme a S. Fiora, fu divisa in due stati nel 1274 dagli Aldobrandeschi; con il matrimonio tra Romano Orsini e Anastasia Aldobrandeschi (ultima erede di questa nobile famiglia) il territorio della contea fu ereditato dagli Orsini.
Duomo di Sovana: risale al sec. VIII, la presenza di questa grande e importante ecclesia Cathedralis è testimoniata oltre che dalla bolla di papa Niccolò II del 1061 dall'ampia cripta voltata in pietra tufacea, tuttora esistente e dalle paraste marmoree interne dell'attuale portale, intagliate da piatti girali e da simboliche decorazioni geometriche così prossime per stile e per tempi a quelle allusive all'Eucarestia del monumentale ciborio marmoreo, un vero e proprio unicum in tutta la Toscana. Una lapide esterna recita: “HIERONYMUS DE CHORIS E PU'S SUANEN CATHEDRALEM HANG COLLABENTEM RESTITUIT MUSICIS ORGANIS DESTITUTAM DITAVIT ET SOLENNI RITU TEMPLUM CONSECAVIT DIE XXXI IANUARII MDCLXXII ET ANNIVERSARIA DIE VISITANTIBUS INDULGENTIAM L.DIERUM CONCESSIT” e sotto di essa un'altra lapide: “TEM. HOC. VET.PENE.EXAUG.CIV.CUR.REST. D. O. M. N.M.SS.AP.P.ET.P.SOLD.D.FRANC.SANTI.EP.SUAN.IV.K.AP.MDCCXCVI.DIEMQAM.DOM.IV.P.PASca.XL.DIER.IND.VISIT.PERP.ELARG. C. M.”.
Poggio del Bagno Santo: deve il suo nome alla presenza di una piccola sorgente termale sul fianco della collina, in cui nel passato era usanza andare a bagnarsi e depositare ex voto e altri oggetti religiosi.
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