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Conversano

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La città fu abitata dagli Apuli Peucezi, come testimoniano gli antichi resti della cerchia muraria; é ricordata in età bizantina con il nome di Cupersanum. Munito borgo longobardo e bizantino nel IX sec., fece parte del principato salernitano e del possesso di numerose famiglie nobili, tra cui quella degli Acquaviva fino agli inizi del XIX sec.

Monumenti
Cattedrale: fu eretta nell'XI sec. e completamente riedificata nel XIV sec. in forme tardo romaniche. La facciata spartita da lesene é ornata da un rosone, da oculi e tre portali il cui maggiore presenta una ricca decorazione scultorea. Affiancano la chiesa due torri campanarie; all'interno é custodita la venerata immagine duecentesca della Madonna della Fonte;
Castello: é un'imponente costruzione trapezoidale eretta dai Normanni e più volte rimaneggiata. Di notevole interesse sono un poderoso torrione circolare del 1300, un baluardo poligonale del XV sec. e il cortile con elegante loggiato rinascimentale;
Chiesa di S. Benedetto: fa parte di un monastero benedettino del IX sec., nel quale sono visibili i resti del chiostro primitivo a trifore romaniche con pregevoli capitelli figurati; la chiesa fu rimaneggiata nel XVII sec.; alla stessa epoca risale il campanile. Di notevole interesse sono la copertura a cupole in asse della navata centrale e il ricchissimo portale del XVII sec.; al suo interno si trovano una notevole ornamentazione secentesca di Nicola Gliri e, tra le opere pittoriche, l'interessante dipinto del Finoglia raffigurante i santi Benedetto e Sabino sull'altare maggiore;
Chiesa di S. Rita e SS. Cosma e Damiano: fu eretta nel 1600 e si presenta con un sontuoso interno decorato a stucchi dorati e pitture a fresco con illusionismi prospettici;
Chiesa di S. Caterina d'Alessandra: situata poco fuori dell'abitato, fu eretta nel XII sec. in forme romaniche; ha pianta centrale a quadrifoglio di derivazione orientale ed é coperta da cupola;
Mura Megalitiche: risalgono al VI sec. a.C. quando l'abitato di Norba raggiunse l'apice della potenza e della ricchezza; tuttora sono presenti tratti delle mura in alcune zone del centro storico;
Chiesa del Carmine: fu edificata nel 1652, in stile barocco, per volere della contessa Isabella Filomarino della Rocca, moglie di Giangirolamo II; al suo interno sono visibili pregevoli decorazioni in stucchi bianchi e ori nonché il coro ligneo intagliato e dorato;
Chiesa e Convento dei Paolotti: furono fondati nel 1619; a causa della soppressione degli ordini religiosi e della confisca del 1809, le strutture furono concesse al Vescovo per ampliarle e destinarle a seminario; oggi una parte di esse ospita il Liceo; il nucleo centrale ospita il Seminario e una ricca Biblioteca, che conserva libri e manoscritti dal Cinquecento all'Ottocento, oltre a una ricca collezione mineralogica;

Escursioni
Chiesa di S. Maria dell'Isola (a due km): fu realizzata nel 1462 presso un'antica chiesa rupestre abbandonata; secondo la leggenda, la Vergine, apparsa a una fanciulla, le avrebbe indicato la grotta con un suo dipinto; oggi la chiesa si presenta in stile tardo gotica con un interno per lo più rinascimentale. Il monastero sorge attorno a due chiostri: il più piccolo, é il più antico e presenta al centro un pregevole pozzo barocco con fregi realizzati in ferro battuto; quello più grande, presenta statue e affreschi d i Santi per lo più di tradizione francescana;
Castello di Marchione (a 6 km): si tratta di un'elegante tenuta di caccia, fatta costruire dagli Acquaviva d'Aragona nel 1730; si presenta con i quattro vertici caratterizzati da rozze torri circolari in pietra. Il piano superiore é raggiungibile da un'imponente scala esterna a doppia rampa; trasformato in masseria nel XIX sec. Castello é stato riconosciuto come “MONUMENTO NAZIONALE”;
Rutigliano (a 10 km): é un antico paese in cui sorge la Chiesa di S. Maria della Colonna, eretta agli inizi del 1100. Sulla facciata si aprono due portali: uno romanico e l'altro in forme gotiche; al suo interno é conservato un pregevole polittico con la Vergine e i Santi di Antonio Vivarini del XV sec.
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