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Mare

Praia a Mare

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Anticamente il suo nome era: "Plaga Sclavorum e Plagia in greco bizantino".
Sorse in origine come villaggio di pescatori e per secoli è stata la frazione marina del vicino comune di Aieta.
Il nome deriverebbe da "Plaga Sclavorum" (spiaggia degli schiavoni) o dal greco plagia (spiaggia). Diviene autonoma nel 1928 con il nome definitivo di "Praia a mare".
Il comune di Aieta, di cui Praia era spiaggia, era abitato e coltivato fin dai tempi protostorici.
Fu sede di ville nel periodo VI - V sec aC ai tempi degli Enotri (antica popolazione dell'Italia preromana che comprendeva le attuali Campania meridionale; parte della Basilicata e la Calabria. - Dionigi di Alicarnasso, storico del 60 aC - dice che gli Enotri sono i più antichi colonizzatori provenienti dalla Grecia).
Prosperò con i romani, i bizantini ne fecero il capoluogo rafforzando la fortificazione per difendersi dai Goti (tribù Germaniche) e dai Longobardi (popolazione Germanica).
Dalla conquista Normanna, la postazione del Monte Calimaro fu abbandonata poichè non vi erano più nemici da cui difendersi.
Da allora, il piccolo centro ha vissuto le vicissitudini di altri centri tirrenici, accorpati ai possedimenti Napoletani degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, Regno dei Borboni di Napoli da Carlo III in poi, fino all'annessione al Regno d'Italia, con la sola interruzione della dominazione Francese del XIX sec.

Architetture Religiose
- Chiesa del Sacro cuore;
- Chiesa di S. Paolo Apostolo: struttura decennale in stile contemporaneo;
- Chiesa di Gesù Cristo Salvatore: struttura di recente realizzazione;
- Santuario della Madonna della grotta, il quale trovasi in un'ampia caverna e vi si accede da una scalinata. Così chiamata perchè posizionata all'interno di una grotta naturale e all'interno di una collina. Narra la leggenda (cui fa cenno anche Marafioti in croniche et antichità di Calabria) che nell'agosto del 1326, un bastimento Turco solcava veloce il mare al largo dell'isola di Dino, quando si fermò come per incantamento.

I marinai Turchi pensarono ad un maleficio e, poichè il capitano era Cristiano ed aveva nella sua cabina un'icona di legno della Vergine con il Bambino, non riuscì a convincere la ciurma ormai scatenata e per non lasciarla cadere in mare, la portò nella grotta lì vicino, posandola su di un grosso masso che ancora oggi è a devozione dei fedeli e mai privo di fiori.
Il battello subito ripartì con un ribollire di spuma. La statua fu scoperta da un giovane pastore muto di Aieta che corse ad avvertire i paesani e prodigiosamente parlò. Questo fu il primo miracolo.
Il popolo portò in processione la statua nella Chiesa madre a tre ore di cammino ma, nella notte la statua scomparve per tornare al suo rozzo altare di pietra, dove si trova tutt'ora.

Architetture Militari
- Rocca di Praia: complesso fortificato del XIV sec. A Fumarulo di Praia che i signori di Aieta fecero costruire per la difesa del litorale;
- Torre di Fiuzzi: costruita su di un faraglione alto 15 mt. su cui era già presente una Torre Angioina, era a presidio delle incursoni Saracene;
- Casematte: strutture in cemento con feritoie della II guerra mondiale;

Interesse Culturale
- Isola di Dino: di fronte a Fiuzzi, nota è la grotta azzurra (per l'intenso colore azzurro dell'acqua al suo interno);
- Museo di Praia a mare: ospita oltre 200 opere d'arte moderna, donate da artisti Italiani e stranieri.
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